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Michele Poletti › Consulente autonomo o consulente bancario: le differenze reali

Consulente autonomo o consulente bancario: le differenze reali

In breve

In Italia esistono due professioni diverse con lo stesso nome. Il consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede ha un mandato da una banca o da una rete: propone il catalogo di quel gruppo ed è remunerato attraverso i prodotti collocati. Il consulente finanziario autonomo è iscritto in un'altra sezione dello stesso albo OCF, non può percepire alcun compenso dagli intermediari e viene pagato esclusivamente dal cliente. Entrambi sono professionisti regolarmente iscritti e vigilati: cambia chi li paga, e quindi cosa possono consigliare.

La tabella che risolve la questione

Consulente finanziario autonomo Consulente abilitato all'offerta fuori sede
Sezione dell'albo OCFConsulenti Finanziari AutonomiConsulenti Finanziari abilitati all'offerta fuori sede
Chi lo pagaSolo il cliente, a parcellaL'intermediario che gli ha dato mandato
Può ricevere provvigioni?No, è vietatoSì, è il suo modello di remunerazione
Quanti mandatiNessunoUno solo, esclusivo
Che prodotti può considerareQualsiasi, di qualsiasi emittenteIl catalogo del gruppo mandante
Può eseguire operazioni?No, non detiene né movimenta denaroSì, per conto dell'intermediario
Costo per il clienteEsplicito, in euro, in fatturaImplicito, dentro i costi dei prodotti
Guadagna se consigli di non fare nulla?Sì, la parcella è la stessaNo

Le tre frasi che non significano quello che sembra

  • «La consulenza è gratuita.» Nessuna consulenza è gratuita: se non la paghi con una parcella, la stai pagando dentro i costi dei prodotti che hai in portafoglio. La differenza è che nel secondo caso non vedi mai la cifra scritta da nessuna parte.
  • «Siamo indipendenti nella scelta dei prodotti.» Molte reti offrono anche fondi di case terze. È architettura aperta, non indipendenza: le retrocessioni restano, e restano gli accordi di distribuzione che determinano cosa entra nel catalogo.
  • «Il mio consulente è bravissimo.» Probabilmente è vero, e non c'entra. La competenza è una cosa, la struttura degli incentivi è un'altra: la seconda agisce su tutti, anche sulle persone perbene, ed è quella che va guardata prima di firmare.

Come verificare, in due minuti, con chi hai a che fare

  1. Vai sul registro pubblico dell'OCF, l'organismo che tiene l'albo unico dei consulenti finanziari.
  2. Cerca la persona per cognome.
  3. Guarda la sezione: «Consulenti Finanziari Autonomi» oppure «abilitati all'offerta fuori sede». È tutto lì.
  4. Poi fai la domanda diretta: «Lei da chi viene pagato, esattamente?» Una risposta lunga è già una risposta.

Quando conviene l'uno e quando l'altro

Va detto onestamente: non esiste una risposta valida per tutti. Su patrimoni contenuti, il costo di una parcella professionale pesa più del vantaggio, e un buon consulente di rete — competente e corretto — è una scelta ragionevole, oltre che l'unica realistica.

Il quadro cambia sopra i 200.000 euro: lì i costi impliciti diventano un numero grosso in valore assoluto, e la parcella comincia a costare meno di ciò che fa risparmiare. Cambia anche quando la situazione è complessa — un'impresa, una holding, un passaggio generazionale, una posizione previdenziale particolare — perché in quei casi il valore non sta nella scelta dei prodotti, ma nelle decisioni prese prima.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra consulente finanziario indipendente e consulente bancario?

La differenza sta in chi paga. Il consulente finanziario autonomo (o indipendente) è iscritto nella sezione autonomi dell'albo OCF, viene pagato solo dal cliente tramite parcella e non può percepire provvigioni dagli intermediari. Il consulente abilitato all'offerta fuori sede ha un mandato esclusivo da una banca o rete, propone il catalogo di quel gruppo ed è remunerato attraverso i prodotti collocati. Entrambi sono iscritti allo stesso albo, in due sezioni distinte.

Come faccio a sapere se il mio consulente è indipendente?

Si controlla sul registro pubblico dell'OCF, cercando la persona per cognome e leggendo la sezione di iscrizione. Se compare «Consulenti Finanziari Autonomi», è indipendente in senso normativo; se compare «abilitati all'offerta fuori sede», opera con mandato di un intermediario. È una verifica gratuita che richiede un minuto.

La consulenza della banca è davvero gratuita?

No, è remunerata in modo implicito attraverso i costi dei prodotti in portafoglio — commissioni di gestione, di collocamento, di performance, spread. Il cliente non riceve una fattura, ma il costo esiste ed è tipicamente compreso fra l'1,5% e il 2,5% annuo del patrimonio. La differenza con la parcella non è fra pagare e non pagare, ma fra un costo visibile e uno invisibile.

Un consulente autonomo può gestire i miei investimenti al posto mio?

No. Non detiene né movimenta somme o strumenti finanziari dei clienti: il patrimonio resta sui conti intestati al cliente presso i suoi intermediari, e ogni operazione è autorizzata dal cliente. Il consulente autonomo analizza, pianifica, raccomanda e monitora.

Chi ha scritto questa pagina

Michele Poletti è un consulente finanziario autonomo iscritto all’Albo unico dei Consulenti Finanziari (OCF), sezione Consulenti Finanziari Autonomi, con delibera n. 1949 del 2022. Lavora esclusivamente a parcella pagata dal cliente (fee-only): non riceve provvigioni da banche, reti o società di prodotto. Studio a Castano Primo (Milano); segue clienti nelle province di Milano, Monza e Brianza, Varese e Novara, di persona e da remoto.

Ultimo aggiornamento: · L’iscrizione all’albo è verificabile sul registro pubblico OCF.

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