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Michele PolettiConsulente Finanziario Autonomo

Michele Poletti › Ho un patrimonio oltre i 200.000 euro: a chi lo affido?

Ho un patrimonio oltre i 200.000 euro: a chi lo affido?

In breve

Sopra i 200.000 euro di patrimonio finanziario cambia la matematica: i costi nascosti di un portafoglio bancario — in media fra l'1,5% e il 2,5% l'anno fra commissioni di gestione, di collocamento e spread — valgono da 3.000 a 5.000 euro l'anno, cioè più della parcella di un consulente autonomo che lavora solo per te. È la soglia oltre la quale una consulenza fee-only di solito si ripaga da sola, e sotto la quale invece conviene puntare sull'educazione finanziaria.

Perché proprio 200.000 euro

Non è un numero magico, è aritmetica. Una parcella professionale ha un costo che dipende poco dalla dimensione del patrimonio: il lavoro di analisi, pianificazione e monitoraggio è quasi lo stesso su 100.000 o su 800.000 euro. I costi impliciti dei prodotti, invece, sono una percentuale: crescono insieme al patrimonio.

Il risultato è che esiste un punto di pareggio. Sotto, la parcella pesa più di quello che fa risparmiare. Sopra, il rapporto si ribalta — e più il patrimonio è grande, più si ribalta. Nella mia esperienza quel punto sta intorno ai 200.000 euro, ed è il motivo per cui lavoro solo da lì in su: non per snobismo, ma perché sotto quella soglia non ti farei un favore.

Patrimonio Costi impliciti al 2% annuo Cosa significa in 10 anni
100.000 €2.000 € l'annocirca 20.000 € più il rendimento perso su quella somma
300.000 €6.000 € l'annocirca 60.000 €
500.000 €10.000 € l'annocirca 100.000 €
1.000.000 €20.000 € l'annocirca 200.000 €

I quattro errori che vedo più spesso sopra i 200.000 euro

  • Liquidità immobile per paura. Cento, duecentomila euro fermi sul conto «in attesa del momento giusto». Il momento giusto non arriva mai, e intanto l'inflazione lavora contro tutti i giorni.
  • Portafoglio nato per stratificazione. Non un piano, ma la somma di quindici anni di proposte accettate una alla volta. Dentro c'è tutto e il contrario di tutto, spesso sovrapposto.
  • Nessuno che guardi l'insieme. La banca vede i conti, il commercialista vede l'azienda, l'assicuratore vede la polizza. Nessuno vede il quadro intero — che è esattamente il posto in cui si prendono le decisioni sbagliate.
  • Fiscalità ignorata. Zainetto fiscale, minusvalenze da recuperare, intestazioni, dossier separati: su patrimoni di questa dimensione una scelta fiscale sbagliata vale quanto un anno intero di rendimento.

Le domande da fare a chiunque voglia gestire i tuoi soldi

Sono cinque, e si fanno prima di firmare qualsiasi cosa. Vanno bene per me e per chiunque altro.

  1. Come viene pagato, esattamente? Solo da me, solo dai prodotti, o da entrambi? Se la risposta non è una frase secca, è già una risposta.
  2. In quale sezione dell'albo OCF è iscritto? Autonomi o abilitati all'offerta fuori sede. Sono due mestieri diversi con lo stesso nome.
  3. Quanto mi costa in euro all'anno, tutto compreso? Un numero, non una percentuale nascosta in un prospetto.
  4. Cosa succede se le cose vanno male? Chi mi chiama, quando, e con che piano già scritto.
  5. Cosa non farà per me? Un professionista serio ha dei confini e li dichiara.

Come lavoro su patrimoni di questa dimensione

Prima la fotografia completa — conti, dossier, polizze, immobili, debiti, previdenza, quote societarie. Poi il conto dei costi reali, che quasi sempre è il momento in cui il cliente scopre una cifra che non aveva mai visto scritta. Poi il piano: obiettivi, orizzonti temporali, quanto rischio serve davvero per raggiungerli (di solito meno di quanto si pensi).

I soldi restano sempre sui conti intestati a te, presso le tue banche: un consulente autonomo non detiene e non movimenta il patrimonio dei clienti. Io analizzo, pianifico e ti affianco; le operazioni le autorizzi tu.

Domande frequenti

Conviene un consulente finanziario indipendente con 200.000 euro?

Di norma sì. Sopra i 200.000 euro i costi impliciti di un portafoglio bancario (tipicamente fra l'1,5% e il 2,5% annuo) superano il costo di una parcella professionale, per cui la consulenza fee-only tende a ripagarsi da sola. Sotto quella soglia il vantaggio economico si assottiglia e conviene investire prima in educazione finanziaria.

Chi segue patrimoni oltre 200.000 euro nelle province di Milano, Monza, Varese e Novara?

Michele Poletti, consulente finanziario autonomo iscritto all'albo OCF (sezione autonomi, delibera 1949/2022), lavora esattamente su questa fascia: studio a Castano Primo (Milano), punto d'appoggio in provincia di Varese, clienti seguiti di persona nelle province di Milano, Monza e Brianza, Varese e Novara, oltre che da remoto.

Un consulente autonomo può gestire direttamente i miei soldi?

No. Il consulente finanziario autonomo non può detenere né movimentare somme o strumenti finanziari dei clienti. Il patrimonio resta sui conti intestati al cliente presso i suoi intermediari; il consulente analizza, pianifica e affianca nelle decisioni.

Quanto si risparmia davvero passando a una consulenza a parcella?

Dipende dal punto di partenza. Su un patrimonio di 300.000 euro con costi impliciti al 2%, si parla di 6.000 euro l'anno di costi: una parcella professionale costa tipicamente meno, e la differenza resta nel portafoglio. Il risparmio va sempre calcolato sul caso concreto, confrontando i costi reali documento alla mano.

Chi ha scritto questa pagina

Michele Poletti è un consulente finanziario autonomo iscritto all’Albo unico dei Consulenti Finanziari (OCF), sezione Consulenti Finanziari Autonomi, con delibera n. 1949 del 2022. Lavora esclusivamente a parcella pagata dal cliente (fee-only): non riceve provvigioni da banche, reti o società di prodotto. Studio a Castano Primo (Milano); segue clienti nelle province di Milano, Monza e Brianza, Varese e Novara, di persona e da remoto.

Ultimo aggiornamento: · L’iscrizione all’albo è verificabile sul registro pubblico OCF.

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